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	<title>lavoro autonomo Archivi - SOLUZIONI PRATICHE</title>
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	<description>Le pratiche burocratiche le facciamo noi per te.</description>
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	<title>lavoro autonomo Archivi - SOLUZIONI PRATICHE</title>
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		<title>Permesso di soggiorno: quali documenti servono davvero?</title>
		<link>https://www.soluzionipratiche.it/permesso-di-soggiorno-quali-documenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angela]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 15:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Immagina di aver finalmente ottenuto il nulla osta e il visto per entrare in Italia. Sei arrivato, magari con un bagaglio pieno di aspettative e qualche timore. Il passo successivo, quello che trasforma il tuo soggiorno da temporaneo a regolare, è il permesso di soggiorno. Senza questo documento non puoi lavorare, iscriverti all’anagrafe, accedere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="font-weight: 300;"><span style="font-weight: 400;">Immagina</span> </span>di aver finalmente ottenuto il nulla osta e il visto per entrare in Italia. Sei arrivato, magari con un bagaglio pieno di aspettative e qualche timore. Il passo successivo, quello che trasforma il tuo soggiorno da temporaneo a regolare, è il <strong>permesso di soggiorno</strong>. Senza questo documento non puoi lavorare, iscriverti all’anagrafe, accedere ai servizi sanitari o semplicemente vivere con serenità. Ma quali documenti servono davvero per ottenerlo? </span></p>
<h5> </h5>
<h5><span style="color: #000080;">IL KIT INDISPENSABILE</span></h5>
<p><span style="color: #000080;">Ogni domanda di permesso di soggiorno parte da alcuni elementi comuni, che potremmo definire il “<em>kit di sopravvivenza burocratica</em>”:</span></p>
<ul style="list-style-type: circle;">
<li><span style="color: #000080;"><em><strong>Passaporto valido</strong></em>, con fotocopia delle pagine principali.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em><strong>Un titolo di alloggio</strong></em>: contratto di affitto registrato, atto di proprietà o dichiarazione di ospitalità.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em><strong>Prova di reddito</strong></em>, che varia a seconda della tua situazione (busta paga, dichiarazione dei redditi, contributi INPS).</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em><strong>Marca da bollo</strong></em> e ricevuta del pagamento dei contributi previsti.</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000080;">Questi documenti sono la base essenziale: senza di loro la pratica non può nemmeno iniziare.</span></p>
<h5> </h5>
<h5><span style="color: #000080;"><strong>Permesso di soggiorno per lavoro</strong></span></h5>
<p><span style="color: #000080;">Se sei arrivato in Italia per lavorare, il cuore della pratica è il <strong>contratto di lavoro</strong>. Deve essere firmato e accompagnato da una dichiarazione del datore di lavoro. Spesso viene richiesto anche il <strong>certificato di idoneità alloggiativa</strong>, che dimostra che l’abitazione è adeguata.</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000080;"><em>Lavoro subordinato</em>: Es. Ahmed, assunto come cameriere in un ristorante di Roma, presenta il contratto di lavoro firmato e registrato, insieme al certificato di idoneità alloggiativa.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em>Lavoro autonomo</em>: Es. Li Wei apre una piccola attività di import-export a Milano. Per ottenere il permesso deve dimostrare di avere partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio e reddito sufficiente.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em>Carta Blu UE (lavoratori altamente qualificati):</em> Es. Raj, ingegnere informatico assunto da una multinazionale, ottiene il permesso grazie al suo contratto ad alto livello retributivo e alle qualifiche professionali riconosciute.</span></li>
</ul>
<h5> </h5>
<h5><span style="color: #000080;"><strong>Permesso di soggiorno per studio</strong></span></h5>
<p><span style="color: #000080;">Gli studenti devono presentare il <strong>certificato di iscrizione</strong> all’università o alla scuola, un’assicurazione sanitaria e la prova di avere risorse economiche sufficienti. Non basta dire “studio in Italia”: serve dimostrarlo con documenti concreti.</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000080;"><em>Università</em>: Es. Sofia, proveniente dal Brasile, è ammessa a un corso di laurea a Bologna. Presenta la lettera di iscrizione, assicurazione sanitaria e prova di disponibilità economica.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em>Scuole superiori o corsi professionali</em>: Es. Karim frequenta un istituto tecnico a Torino. Deve dimostrare l’iscrizione, avere un alloggio e un’assicurazione sanitaria.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em>Programmi di scambio</em>: Es. Emily, studentessa americana, partecipa a un Erasmus in Italia. Presenta la lettera dell’università ospitante e la copertura sanitaria internazionale.</span></li>
</ul>
<h5> </h5>
<h5><span style="color: #000080;"><strong>Permesso di soggiorno per famiglia</strong></span></h5>
<p><span style="color: #000080;">Il <strong>ricongiungimento familiare</strong> è uno dei casi più delicati. Qui servono certificati di matrimonio o nascita tradotti e legalizzati, il permesso di soggiorno del familiare già residente, l’idoneità alloggiativa e la prova di reddito. È la dimostrazione che la famiglia può vivere insieme in condizioni dignitose.</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000080;"><em>Coniuge</em>: Es. Fatima, residente in Italia con permesso di soggiorno per lavoro, chiede il ricongiungimento per il marito rimasto in Marocco. Presenta certificato di matrimonio tradotto e legalizzato, reddito sufficiente e idoneità alloggiativa.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em>Figli minori</em>: Es. Ivan, cittadino ucraino con permesso di soggiorno, chiede il ricongiungimento per la figlia di 10 anni. Deve presentare certificato di nascita tradotto e legalizzato, oltre a dimostrare di avere un alloggio adeguato.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><em>Genitori a carico</em>: Es. Chen, residente in Italia da anni, chiede il ricongiungimento per la madre anziana. Serve documentare la dipendenza economica e l’idoneità dell’alloggio.</span></li>
</ul>
<h5> </h5>
<h5><span style="color: #000080;"><strong>TEMPI E OSTACOLI</strong></span></h5>
<p><span style="color: #000080;">In teoria, il rilascio avviene entro 60 giorni. In pratica, i tempi possono allungarsi, spesso a causa di piccoli errori: un documento scaduto, una traduzione non conforme, un contratto non registrato. Dettagli che però possono bloccare la pratica per settimane.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Il permesso di soggiorno non è un concetto astratto: è di fatto lo strumento che da accesso diretto a una vita regolare in Italia. Le diverse procedure esemplificano diverse storie di chi arriva in Italia: lavoratori, studenti, famiglie.  Ogni percorso ha i suoi documenti chiave, e prepararli con cura prima di affrontare gli step necessari, ti permette di risparmiare tempo, evitare stress e iniziare il tuo percorso con maggiore serenità. Se hai dubbi sui requisiti o sui documenti da presentare, contattaci: possiamo aiutarti a verificare la tua pratica e a ridurre i tempi di attesa. Grazie alla nostra assistenza personalizzata, possiamo supportarti e rendere più scorrevole l&#8217;intera procedura.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000080;">Lo Staff di Soluzioni Pratiche S.r.l.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">[FONTI: <a href="https://www.interno.gov.it/it/temi/immigrazione-e-asilo/permessi-di-soggiorno">Ministero dell’Interno – Permessi di soggiorno</a><span tabindex="0" role="button" data-url="https://www.interno.gov.it/it/temi/immigrazione-e-asilo/modalita-dingresso/sportello-unico-limmigrazione" aria-label="Ministero dell’Interno – Sportello Unico per l’Immigrazione, questo ti porterà a www.interno.gov.it">, <a href="https://questure.poliziadistato.it/statics/01/tipologie-permerssi-di-soggiorno-elettronici-con-documenti-necessari.pdf">Polizia di Stato – Tipologie di permessi e documenti necessari</a>, <a href="https://www1.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1172/_Vademecum_Ricongiungimenti_Familiari.pdf">Prefettura – Vademecum pratiche immigrazione</a></span>]</span></p>
<p>[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]</p>
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		<item>
		<title>Accordo sulla sicurezza sociale Italia-Giappone</title>
		<link>https://www.soluzionipratiche.it/accordo-sulla-sicurezza-sociale-italia-giappone-in-vigore-dal-primo-aprile-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angela]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 11:34:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo aprile 2024 entrerà in vigore l’Accordo sulla sicurezza sociale tra la Repubblica Italiana e il Giappone. L&#8217;accordo permetterà ai lavoratori italiani e giapponesi distaccati di evitare l&#8217;onere della doppia contribuzione per un periodo massimo di 5 anni. L&#8217;accordo sulla sicurezza sociale era stato firmato dai due Paesi nel 2009 e ratificato dall&#8217;Italia nel 2015. L&#8217;entrata in vigore [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>primo aprile 2024</strong> entrerà in vigore l’<strong>Accordo sulla sicurezza sociale</strong> tra la Repubblica Italiana e il Giappone.</p>
<p>L&#8217;accordo <strong>permetterà ai lavoratori italiani e giapponesi distaccati di evitare l&#8217;onere della doppia contribuzione per un periodo massimo di 5 anni</strong>. L&#8217;accordo sulla sicurezza sociale era stato firmato dai due Paesi nel 2009 e ratificato dall&#8217;Italia nel 2015. L&#8217;entrata in vigore dell&#8217;accordo segue la firma della relativa Intesa amministrativa nell&#8217;agosto scorso.</p>
<p>Si tratta di un risultato importante per i lavoratori e le imprese dei due Paesi e per promuovere ulteriormente la dinamica degli scambi bilaterali.</p>
<h3><strong>Cos’è il distacco?</strong></h3>
<p>Il distacco riguarda il lavoratore che, alle dipendenze di un&#8217;azienda avente la sede in un paese, viene inviato a svolgere un&#8217;attività lavorativa nel territorio di un altro paese convenzionato con l&#8217;Italia, per un determinato periodo di tempo.</p>
<p>Il distacco costituisce una deroga al principio di &#8220;<strong>territorialità</strong>&#8221; dell’obbligo assicurativo ed è regolamentato dalle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall&#8217;Italia con alcuni paesi extracomunitari.<br />
Alcune convenzioni prevedono il distacco anche per i lavoratori autonomi.</p>
<h3><strong>Come funziona?</strong></h3>
<p>Per tutta la durata del distacco il <strong>lavoratore resta assicurato</strong>, limitatamente alle forme di tutela previdenziale contemplate dalle singole convenzioni, nel paese in cui ha sede l&#8217;azienda che lo ha distaccato o in quello di abituale esercizio dell&#8217;attività nel caso di lavoratore autonomo. Ogni convenzione bilaterale prevede un <strong>periodo massimo di distacco</strong>, la cui durata varia a seconda della convenzione.</p>
<p>La maggior parte delle convenzioni di sicurezza sociale prevedono anche la possibilità di richiedere una <strong>proroga</strong>, nell&#8217;eventualità che la durata del lavoro da effettuare all&#8217;estero per circostanze impreviste si protragga oltre il periodo massimo. Il datore di lavoro deve richiedere, prima della scadenza del periodo di distacco già autorizzato, la proroga all&#8217;autorità competente del paese di temporanea occupazione del lavoratore, per il tramite dell&#8217;autorità competente dello stato dove ha sede l&#8217;impresa distaccante. Le aziende iscritte in Italia, che intendono chiedere una proroga devono inoltrare la <strong>richiesta al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali</strong>.</p>
<p>Prima di distaccare un lavoratore in un paese convenzionato con l&#8217;Italia, è necessario che l&#8217;azienda richieda alla sede INPS di iscrizione, il rilascio del <strong>formulario di distacco</strong> che attesti che il lavoratore resta assicurato ai fini previdenziali in Italia.</p>
<p>Per il distacco del lavoratore autonomo la richiesta deve essere fatta direttamente dall&#8217;interessato alla sede INPS di iscrizione. Le sedi devono rilasciare una copia del formulario per il datore di lavoro e una per il lavoratore che, qualora si renda necessario, deve esibirlo al competente istituto assicuratore del paese dove lavora. Per i lavoratori inviati dal proprio datore a lavorare in un <strong>paese extracomunitario non legato all&#8217;Italia</strong> da accordi o convenzioni di sicurezza sociale, <strong>non è previsto il rilascio di alcuna certificazione di copertura assicurativa</strong>. In questi casi, il lavoratore deve essere assicurato in Italia in base alla legge 3 ottobre 1987, n. 398.</p>
<p>Il versamento dei contributi da parte dell&#8217;azienda è dovuto, per le forme assicurative previste dalla predetta legge, sulla base di retribuzioni convenzionali determinate annualmente con decreto interministeriale.</p>
<p>Per maggiori informazioni, consulta la &#8220;<a href="https://www.lavoro.gov.it/news/guida-rapida-distacco-dei-lavoratori">Guida Rapida sul Distacco dei Lavoratori</a>&#8221; oppure utilizza la sezione contatti per richiedere maggiori informazioni sull’argomento allo staff specializzato di <a href="https://www.soluzioniperstranieri.com/contattaci/">Soluzioni Pratiche Srl</a>.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://lavoro.gov.it">lavoro.gov.it</a>]</p>
<p style="text-align: right;">Lo Staff di Soluzioni Pratiche Srl</p>
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		<title>L&#8217;Italia apre le porte ai Nomadi Digitali</title>
		<link>https://www.soluzionipratiche.it/litalia-apre-le-porte-ai-nomadi-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angela]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 15:00:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le stime parlano di oltre 35 milioni di unità in tutto il mondo: sono Nomadi Digitali e propongono una mentalità autonoma e moderna di lavoro flessibile, facilitata dall&#8217;isolamento durante la pandemia causata dal Covid-19. Quello che sicuramente accomuna la maggior parte dei Nomadi Digitali è l&#8217;esigenza di maggiore flessibilità, la possibilità di gestire in autonomia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le stime parlano di oltre 35 milioni di unità in tutto il mondo: sono Nomadi Digitali e propongono una mentalità autonoma e moderna di lavoro flessibile, facilitata dall&#8217;isolamento durante la pandemia causata dal Covid-19. Quello che sicuramente accomuna la maggior parte dei Nomadi Digitali è l&#8217;esigenza di maggiore flessibilità, la possibilità di gestire in autonomia il proprio tempo e la libertà di poter scegliere di volta in volta dove vivere e lavorare. Questi lavoratori esprimono l&#8217;esigenza di convenzioni, organizzazioni o istituzioni che li aiutino a gestire una situazione non ancora totalmente regolata dal punto di vista normativo.</p>
<p>Consulta la lista di informazioni fondamentali per chi è interessato ad esplorare la flessibilità lavorativa dello smart-working come Nomade Digitale:</p>
<p><strong>1. MOBILITÀ INTERNAZIONALE</strong>: Diventare Nomadi Digitali è sicuramente più semplice per i freelance; per quanto riguarda invece i dipendenti di aziende pubbliche e private molte aziende richiedono la permanenza in Italia anche se in smart-working per garantire la copertura assicurativa a cui le aziende sono tenute per legge. Le imprese più all’avanguardia stanno integrando anche opportunità di flessibilità lavorativa e di carriera, come ad esempio la possibilità di mobilità internazionale che può consentire ai dipendenti di spostarsi tra sedi dell’azienda distribuite in tutto il mondo.</p>
<p><strong>2. COLLABORAZIONI CON AZIENDE ESTERE</strong>: La collaborazione tra lavoratori italiani e aziende estere deve considerare alcune implicazioni fiscali, assicurative e previdenziali che variano a seconda della natura del professionista. Nel caso di un dipendente che lavora dall’Italia in remote working per un’azienda estera che non ha sede in Italia, l’azienda può delegare al lavoratore gli obblighi previdenziali ed assicurativi, ovvero INAIL e INPS, mentre non avrebbe specifiche esigenze fiscali diverse rispetto all’assunzione in un’azienda italiana.</p>
<p><strong>3. &#8216;CERVELLI DI RITORNO&#8217;</strong>: A partire dal 2015, il governo italiano ha rafforzato le misure per favorire il ritorno in Italia di professionisti e ricercatori con cittadinanza italiana che si erano trasferiti all’estero per motivi di lavoro. Negli ultimi anni infatti, questa categoria ha goduto di sgravi fiscali che hanno portato a una detassazione dei propri redditi del 70% e in alcuni casi del 90%. Nella recente riforma fiscale è però stato introdotto un sostanziale ridimensionamento di questo beneficio già a partire da gennaio 2024.</p>
<p><strong>4. IL LUOGO IN CUI ANDRAI A VIVERE FA MOLTA DIFFERENZA</strong>: Gli aspetti da considerare quando si sceglie il luogo in cui trasferirsi sono molti: dal clima, alla connessione internet fino alla durata del visto, ma anche le tempistiche per ottenerlo. Consultando una piattaforma come <a href="https://globalnomad.guide/">Global Nomad Guide</a> è possibile considerare tutte queste variabili e scoprire che, ad esempio, se si vuole trasferirsi con maggiore continuità in un nuovo stato, conviene scegliere nazioni come il Portogallo e Antigua, in cui il visto dura fino a 2 anni; se invece la priorità è la velocità di connessione, oltre ad Antigua si possono scegliere le Barbados, che hanno una connessione internet molto più veloce.</p>
<p><strong>5. VISTO PER NOMADE DIGITALE</strong>: Il Visto per Nomadi Digitali è un’opportunità introdotta da molte nazioni per agevolare la permanenza di residenti esteri che lavorano per un’azienda di un’altra nazione, concedendo la possibilità di permanenza nella nazione prescelta, normalmente per 12 mesi. Grazie a queste novità normative, è possibile per i Nomadi Digitali lavorare e vivere in Paesi stranieri nel rispetto delle norme vigenti in materia di lavoro e immigrazione della nazione ospitante.</p>
<p>La normativa italiana sull’immigrazione non prevedeva un visto per soddisfare questa esigenza. Tuttavia, ora il panorama dei visti italiani si sta ampliando e, grazie agli aggiornamenti della legge sull&#8217;immigrazione, l&#8217;Italia è pronta a inaugurare l&#8217;introduzione del visto per Nomadi Digitali. Il Governo italiano ha introdotto il Visto per Nomadi Digitali in un <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022;4~art4-com2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Decreto pubblicato il 27 gennaio 2022</a> e successivamente convertito in legge nel marzo 2022; il nuovo visto nasce dalla necessità di accogliere un nuovo tipo di immigrati, freelance o impiegati in aziende all’estero che non sono tenuti a presenziare fisicamente sul proprio posto di lavoro, e possono perciò muoversi liberamente.</p>
<p>Il visto per Nomadi Digitali offre, tra i vari vantaggi, l’esenzione dal limite del Decreto Flussi e dalla richiesta di un nulla osta, snellendo le procedure per i lavoratori altamente qualificati che desiderano trasferirsi in Italia da paesi extra-UE per un periodo massimo di un anno. Questa soluzione si propone come una valida opportunità per chi vuole approfittare dei vantaggiosi regimi fiscali disponibili per gli stranieri in Italia.</p>
<p>Ad oggi non è ancora possibile richiedere un visto per Nomadi Digitali; per questo motivo, al momento, i Consolati italiani all’estero non sono in grado di accogliere richieste per questo tipo di visto. C’è ancora molto da fare, invece, per i cittadini italiani che scelgono di passare fuori confine tutto o buona parte del proprio tempo, lavorando con aziende italiane o estere: qui si aprono problematiche principalmente previdenziali e fiscali, relative alla doppia imposizione (quindi, dove pagare le tasse e dove versare i contributi). Da questo punto di vista, le situazioni possono essere moltissime e, in assenza di un quadro normativo definito, è fondamentale il supporto di un consulente.</p>
<p><a href="https://www.soluzioniperstranieri.com/contattaci/">Soluzioni Pratiche Srl</a> provvederà a fornire ulteriori informazioni attraverso i nostri canali social e il nostro sito internet non appena sarà resa disponibile la circolare operativa sullo status di Nomade Digitale.</p>
<p style="text-align: right;">Lo Staff di Soluzioni Pratiche Srl</p>
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		<title>Flussi 2023-2025, pubblicato il decreto da 450mila ingressi</title>
		<link>https://www.soluzionipratiche.it/flussi-2023-2025-pubblicato-il-decreto-da-450mila-ingressi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angela]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 08:10:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato lo scorso Ottobre 2023 in Gazzetta Ufficiale, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 settembre 2023 &#8220;Programmazione dei flussi d&#8217;ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il triennio 2023-2025 definisce i criteri per la determinazione dei flussi nell&#8217;ambito e al di fuori delle quote, oltre a fissare le quote per il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.soluzionipratiche.it/flussi-2023-2025-pubblicato-il-decreto-da-450mila-ingressi/">Flussi 2023-2025, pubblicato il decreto da 450mila ingressi</a> proviene da <a href="https://www.soluzionipratiche.it">SOLUZIONI PRATICHE</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato lo scorso Ottobre 2023 in Gazzetta Ufficiale, il <strong><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/10/03/23A05503/sg">Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 settembre 2023 &#8220;Programmazione dei flussi d&#8217;ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il triennio 2023-2025</a></strong> definisce i criteri per la determinazione dei flussi nell&#8217;ambito e al di fuori delle quote, oltre a <strong>fissare le quote per il triennio e dare disposizioni sulle procedure</strong>.</p>
<p>Saranno ammessi in Italia complessivamente <strong>452 mila cittadini stranieri</strong>, per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo, così suddivisi:<br />
a) <strong>136.000</strong> cittadini stranieri per l&#8217;anno <strong>2023</strong>;<br />
b) <strong>151.000 </strong>cittadini stranieri per l&#8217;anno <strong>2024</strong>;<br />
c) <strong>165.000</strong> cittadini stranieri per l&#8217;anno <strong>2025</strong>.</p>
<p>Il DPCM distribuisce queste quote tra settori, tipologie di lavoro e di lavoratori indicando, inoltre, il calendario delle domande da parte dei datori di lavoro.</p>
<p><strong>Per le quote del 2023, potranno essere inviate:</strong></p>
<ul>
<li>dal <strong>2 dicembre</strong>, per i lavoratori <strong>subordinati non stagionali di Paesi che hanno accordi di cooperazione con l&#8217;Italia;</strong></li>
<li>dal <strong>4 dicembre</strong> per gli altri lavoratori <strong>subordinati non stagionali</strong>;</li>
<li>dal <strong>12 dicembre</strong> per i lavoratori <strong>stagionali</strong>.</li>
</ul>
<p><strong>Ulteriori disposizione attuative sono definite nella <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita-immigrazione/focus/circolare-congiunta-decreto-flussi-2023" data-type="URL" data-id="/temi-e-priorita-immigrazione/focus/circolare-congiunta-decreto-flussi-2023">circolare congiunta</a></strong> prot. n. 5969 del 27 ottobre 2023 del Ministero dell&#8217;Interno, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e del Ministero del Turismo, sentito il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.</p>
<p style="text-align: right;">Lo Staff di Soluzioni Pratiche Srl</p>
<p>Consulta i link nell&#8217;articolo per maggiori informazioni.</p>
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